Uno sguardo all’andamento del mercato del cleaning professionale in Italia nell’anno 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Pezzotti   
Lunedì 29 Agosto 2011 06:13

Durante l’ultima edizione di PULIRE, si è tenuta una conferenza stampa nella quale Afidamp - FAB ha presentato i dati 2010 sul mercato del cleaning professionale in Italia. Di seguito una breve sintesi dei dati risultanti da tale indagine.

Il mondo dei produttori di macchine, prodotti e attrezzi per la pulizia professionale chiude il 2010 in ripresa, con un fatturato di 1.470 milioni di Euro circa.

Complessivamente il 2010 ha registrato un fatturato di 1.469.147.677 di Euro e ha segnato l’inizio di una leggera ma significativa ripresa, che non riporta il mercato ai valori pre - crisi, ma consente di recuperare parte delle perdite del 2009.

Pur tenendo conto delle oscillazioni fisiologiche tra domanda e offerta, l’Italia si conferma uno dei principali produttori al mondo, insieme a Germania e Stati Uniti, soprattutto di macchine e attrezzature, e uno dei più forti esportatori.

Nell’universo del cleaning il comparto macchine, storicamente orientato ai mercati esteri, risulta trainante sotto questo aspetto con prodotti che superano il 75% di export.

Il mercato europeo risulta essere il maggiore destinatario dell’export italiano, in particolare Francia e Germania. Tra i mercati extra europei, i più importanti sono il Far East e il Medio Oriente, seguiti in maniera non meno rilevante da Canada e Stati Uniti. Considerando poi le possibilità di crescita, i Paesi con le maggiori potenzialità di sviluppo per i prossimi anni da tenere in elevata considerazione sono la Cina, l’India e la Russia.

Il mercato interno risulta essere guidato dai prodotti chimici, seguono le macchine, la carta, le fibre e i panni, le attrezzature.

Il comparto prodotti chimici ha creato un fatturato complessivo di 275.282.531 di Euro, di cui 12% del mercato estero. In esso sono estraibili 2 categorie fondamentali (assenti nelle precedenti indagini): i prodotti per la lavanderia e quelli per lavastoviglie, che rappresentano il 29,7% del totale. Si pensi che tali 2 categorie “pesano” il 65% del totale ed escludendo tali categorie anche tale mercato ha subito una contrazione del 2,3%.

Il comparto macchine rappresenta, invece, il 33% del cleaning professionale e la produzione di macchine per la pulizia industriale si rivolge principalmente alle imprese di pulizia e servizi che operano nell’ HO.RE.CA., nella Pubblica Amministrazione, nella scuola, nella sanità, nei servizi in generale, segue poi l’industria nei suoi differenti settori. Pratica in sempre maggiore espansione, per le macchine di valore superiore ai 20.000/30.000 Euro, è quella del noleggio.

Sotto la voce Carta si raccoglie tutto ciò che è bobine e panni in carta, tessuto e non tessuto, asciugamani in carta/tessuto, distributori di articoli di carta, carta igienica e tutti gli  articoli igienici in carta. Tale comparto rispetto al totale della produzione cleaning rappresenta una sostanziale quota pari al 27%.

All’interno della voce “fibre e panni” poi sono comprese 3 tipologie di prodotti: abrasivi, panni per superfici, tappeti.

Il settore attrezzature “soffre” invece parecchio in relazione a 2 fattori principali: l’aumento del costo delle materie prime e la presenza di concorrenti asiatici con qualità inferiore e prezzi bassi.

Tutto ciò che non è classificabile nella categorie sopra esposte rientra nelle voce “Altri prodotti”, ad esempio: dispenser per sapone e diffusori di deodoranti, asciugamani elettrici/aria calda, dischi trascinatori, spazzole, ecc. Tale comparto generico registra comunque un decremento del 15%.

 

 

Per ulteriori e più approfondite informazioni in merito www.afidamp-fab.it.